🟩 Vangelo e Omelia XXVI Domenica del T.O.

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Dal Vangelo secondo Matteo 21,28-32

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».

E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».


Fratelli e sorelle, un errore da evitare è pensare che questa Parola parli ad altri. 

Dobbiamo ascoltarla con le orecchie e con il cuore e rivolgerla a noi. 

Quei due figli siamo noi: diciamo sì e poi non andiamo, oppure diciamo no e poi ci pentiamo e andiamo?

Questo Vangelo è carico di speranza perché ci dice che, indipendentemente dal punto del cammino in cui ci troviamo e dai nostri fallimenti, possiamo sempre ripartire, ricominciare.

Il primo figlio ha detto no, ma poi si pentì. 

E noi ci pentiamo? 

Ascoltiamo veramente il Signore? 

Facciamo la sua volontà? 

Riusciamo a vivere una vita in continuo stato di conversione?

La vita cristiana non significa sentirsi a posto e andare avanti per inerzia. 

Ogni giorno dovremmo desiderare di rinnovare la nostra vita e dire: «Signore, converti il mio cuore». 

Guai a noi se veniamo qui pieni di noi stessi e della nostra religiosità.

Ciascuno di noi deve venire con il desiderio di cambiare, perché è sempre possibile convertirci.

Maturità umana e cristiana è riconoscere i propri errori, dire «ho sbagliato, chiedo scusa, perdonami», e anche perdonarsi, con uno sguardo misericordioso verso noi stessi.

Al di là delle parole, contano i fatti: cosa dice la nostra vita? 

Profuma di Vangelo? 

Attraverso un gesto, una parola, uno sguardo, la gente riceve una buona notizia?

Chiediamo al Signore occhi per vedere i segni che mette nel nostro cammino e un cuore capace di pentirsi, ricominciare e servire il Signore con rinnovata gioia.


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