⬜️ Vangelo e Omelia Natività B.V.M.

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Dal Vangelo secondo Matteo 1,18-23


Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.

Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».

Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa Dio con noi. 



Il versetto al canto al Vangelo ci offre una chiave per leggere la festa della Natività della Beata Vergine Maria e tutta la sua figura: 

Beata sei tu, o Vergine Maria, e degna di ogni lode.

Da te è nato il sole di giustizia, Cristo nostro Dio. 

Tutta la vita di Maria va letta alla luce di Cristo. 

Oggi non celebriamo Maria fine a se stessa, ma colei attraverso la quale Dio si prepara una casa per il suo Figlio. 

Dio, nella sua umiltà, sceglie di venire nel mondo attraverso il corpo di una donna.

Maria è importante non solo perché ha generato Gesù, ma perché si è fatta sua discepola.

Per questo siamo chiamati non soltanto ad ammirarla, ma a imitarla, diventando ogni giorno più discepoli di Cristo. 

Come insegna San Francesco, anche noi possiamo «generare» Gesù attraverso una vita, parole e opere sante. 

Vivendo il comandamento dell’amore, 

diamo corpo a Gesù nella nostra quotidianità.

Questa festa, quindi, non è soltanto il ricordo di un evento passato: diventa attuale nelle nostre scelte. 

Dio ci ha formato nel grembo di nostra madre perché potessimo accogliere, custodire e generare Gesù nella nostra vita, diventando, attraverso ciò che siamo e facciamo, quasi un «quinto Vangelo».

Maria e Giuseppe ci insegnano a dire il nostro sì anche quando non comprendiamo tutto.

Giuseppe, uomo giusto, non agisce impulsivamente, ma medita e si affida alla parola dell’angelo.

Anche noi siamo chiamati a custodire la presenza di Dio che vive in noi. 

Il Signore può compiere grandi cose attraverso la nostra semplice vita. Se ci affidiamo a Lui, con Maria potremo cantare con gioia il nostro Magnificat.


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