🟩 Vangelo e Omelia della XVIII Domenica del T. O.

 🟩🟩🟩🟩🟩🟩🟩🟩🟩🟩🟩🟩🟩🟩🟩🟩🟩

ASCOLTA L’AUDIO                             LEGGI IL TESTO

In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città.

Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.

Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui».

E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.

Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini. 


La Liturgia della Parola, in particolare quella domenicale, è molto ricca. 

Partendo da Isaia, che si rivolge agli assetati invitandoli all'acqua gratuita, si evidenzia come spesso l'essere umano spenda la propria vita per una sazietà che non arriva, mentre il Signore invita al suo banchetto. 

Per accedere a questo banchetto e avere vita, la chiave indicata da Isaia è l'ascolto.

Partecipare all'Eucaristia non deve essere un dovere o un precetto, bensì un incontro d'amore con Gesù che chiama e anticipa il banchetto celeste nel presente. 

Il Salmo ricorda un Dio misericordioso, pietoso e grande nell'amore, che sazia il desiderio di ogni vivente.

Comprendendo il vero valore dell'Eucaristia, non si arriverebbe in ritardo, ma in anticipo per amore, proprio come accade con le persone care. 

San Paolo sottolinea che nulla, dalle malattie alle guerre, può separarci dall'amore di Cristo, evidenziando che l'amore è la chiave di lettura dell'esistenza.

Il racconto evangelico della moltiplicazione dei pani insegna a partire da ciò che si ha e da ciò che si è, poiché Dio può operare miracoli. 

Gesù alza gli occhi al cielo, rivolgendosi al Padre, e coinvolge i discepoli distribuendo il pane alla folla. 

Questo gesto genera una vita sovrabbondante, simboleggiata dalle dodici ceste piene avanzate. 

Se ci si fida di Gesù e ci si accoglie reciprocamente come fratelli, nessuno viene escluso e si sperimenta la sovrabbondanza del banchetto messianico già sulla terra.



Commenti

Post popolari in questo blog

🟩 Omelia XXXIII Domenica del T.O.

🟩 Omelia Dedicazione della Basilica Lateranense (con Rito del Battesimo)

🟪 🕯️🕯️🕯️Omelia III domenica di Avvento (Gaudete)