🟩 Vangelo e Omelia XV Domenica del T.O.

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Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.

Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».

Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono.

Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice:

Udrete, sì, ma non comprenderete,
guarderete, sì, ma non vedrete.
Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile,
sono diventati duri di orecchi
e hanno chiuso gli occhi,
perché non vedano con gli occhi,
non ascoltino con gli orecchi
e non comprendano con il cuore
e non si convertano e io li guarisca!”.

Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!

Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».


Gesù era pienamente immerso nella realtà del suo tempo. 

Le sue parabole nascevano dall’osservazione attenta della vita e delle persone.

Accoglieva ciò che vedeva, lo portava nella preghiera e, nel dialogo con il Padre, lo trasformava in una Parola capace di cambiare il cuore e far fiorire la vita.

Anche noi siamo qui per ascoltare questa Parola, che ci restituisce coraggio, speranza e ci insegna che solo una vita donata agli altri è pienamente riuscita. 

Ogni giorno, però, siamo raggiunti da molte parole: sta a noi scegliere quale ascoltare.

Diventiamo, infatti, la parola che accogliamo.

La Parola di Dio è viva ed efficace. 

Come la pioggia e la neve fecondano la terra, così essa porta sempre frutto. 

Ha in sé una forza capace di trasformare anche il cuore più fragile e, quando trova disponibilità, produce un raccolto abbondante, fino al cento per uno. 

È la promessa che Gesù rivolge a chi si fida di Lui.

I Santi ne sono la prova: persone semplici che, lasciandosi plasmare dal Vangelo, hanno generato un immenso bene. 

Anche noi siamo chiamati a questo cammino. 

La vita è un continuo divenire e dipende dalla scelta quotidiana di dare spazio alla Parola, non dalle circostanze esterne.

Chiediamoci allora: 

Quale posto occupa Gesù nella mia vita? 

Quanto tempo dedico alla preghiera e al Vangelo? 

Per chi sto vivendo e spendendo la mia esistenza? 

Ogni giorno è un’occasione nuova per accogliere Cristo e lasciarlo portare frutto in noi.


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