🟩 Vangelo e Omelia XVI Domenica del T.O.
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Dal Vangelo secondo Matteo 13, 24-30
In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano.
Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio”».
Espose loro un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».
Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».
Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:
«Aprirò la mia bocca con parabole,
proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo».
Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!».
Siamo arrivati alla XVI Domenica del tempo ordinario.
Le parabole ascoltate, come quella della zizzania, descrivono il regno dei cieli e ci insegnano a vivere meglio.
La parabola della zizzania ci ricorda che nel mondo il bene e il male convivono.
L’idea che nella vita esista solo il bene o solo il male è illusoria.
Dobbiamo avere pazienza e lasciare che il giudizio spetti a Dio, prendendoci cura del campo con la certezza che il Signore vi ha seminato il bene.
È fondamentale mantenere uno sguardo limpido e puro, confidando che Dio volge al bene anche il male, secondo il disegno di chi lo ama.
Dio, creatore di tutte le cose, usa la forza per servire, insegnandoci ad amare.
Il Suo nome è misericordia, e noi siamo chiamati a riflettere questa Sua identità profonda.
Come ricorda Papa Francesco, Dio non si stanca di perdonare; siamo noi a stancarci di chiederlo.
Per vivere in pienezza, dobbiamo invocare lo Spirito Santo, che soccorre la nostra debolezza.
Infine, il regno di Dio, paragonato al granello di senape o al lievito, inizia in modo modesto ma produce un grande sviluppo.
Anche il nostro piccolo contributo, confidando in Dio, può cambiare la storia.
La vita è un’avventura bellissima che procede di bene in meglio.
Dobbiamo cooperare ogni giorno, assecondando gli impulsi dello Spirito, certi che Egli intercede per noi.
Lode a Dio per questo giorno.
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