🟩 Vangelo e omelia XI Domenica del T.O.

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Dal Vangelo secondo Matteo 9, 36-10,8

In quel tempo, Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!».

Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.

I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l'Iscariota, colui che poi lo tradì.

Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d'Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».


Riprendiamo il cammino del Tempo Ordinario dopo le grandi solennità della Santissima Trinità e del Corpus Domini. 

Potremmo pensare che, terminati questi momenti forti, ci sia meno da dire. 

Invece il Signore continua a parlarci con una Parola viva e potente.

La prima lettura ci ricorda che Dio ci ha portati a sé “su ali di aquila”. 

Ci ha scelti per amore e ci invita ad ascoltare la sua voce e a custodire la sua alleanza.

Questa alleanza è semplice e meravigliosa: Dio ci ama e continuerà ad amarci sempre. 

A noi chiede di rispondere con amore, non per dovere, ma perché siamo stati amati per primi.

San Paolo ci ricorda che Cristo è morto per noi quando eravamo ancora peccatori. 

Non ci ama perché siamo perfetti, ma perché siamo suoi. 

Per questo possiamo confidare nella sua fedeltà, che non viene mai meno.

Nel Vangelo Gesù sceglie e invia i Dodici. 

Non erano uomini perfetti, ma persone fragili come noi. 

Eppure il Signore li ha chiamati e ha affidato loro la sua missione. 

Questo ci insegna che la vita cristiana non è per superuomini, ma per chi riconosce la propria piccolezza e si lascia amare da Dio.

Gesù guarda le folle con compassione e invia i suoi discepoli a portare il suo amore.

Chiediamo allo Spirito Santo di donarci un cuore compassionevole, capace di accogliere e amare tutti. 

Gratuitamente abbiamo ricevuto l’amore di Dio, gratuitamente siamo chiamati a donarlo.


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