🟥🔥 Vangelo e Omelia Messa vespertina vigiliare Pentecoste

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Dal Vangelo secondo Giovanni 7,37-39

Nell’ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù, ritto in piedi, gridò: «Se qualcuno ha sete, venga a me, e beva chi crede in me. Come dice la Scrittura: dal suo grembo sgorgheranno fiumi di acqua viva».

Questo egli disse dello Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui: infatti non vi era ancora lo Spirito, perché Gesù non era ancora stato glorificato.


Solennità di Pentecoste: giorno in cui la Chiesa nasce dal dono dello Spirito Santo. 

I discepoli, chiusi nel Cenacolo per paura, ricevono lo Spirito e diventano finalmente testimoni coraggiosi della risurrezione di Gesù.

È come se anche loro risorgessero interiormente.

Eppure lo Spirito Santo, per molti di noi, resta spesso uno sconosciuto. 

Del Padre sappiamo qualcosa, di Gesù ascoltiamo continuamente il Vangelo, ma lo Spirito rischia di essere dimenticato. 

Invece è proprio Lui che rende viva la nostra fede, che ci aiuta a incontrare davvero Cristo e a vivere non solo una vita umana, ma una vita piena di Dio.

La Pentecoste è il contrario della Babele: là gli uomini si dividono e non si comprendono più; qui, pur parlando lingue diverse, tutti si capiscono perché hanno un solo cuore e un solo Spirito. 

Questo è il miracolo della comunione. 

Anche noi, quando ci lasciamo guidare dallo Spirito, impariamo a costruire ponti invece che muri, pace invece che divisione.

Per questo lo Spirito Santo va invocato ogni giorno: al mattino, nel segno della croce, nelle nostre scelte quotidiane. 

Spirito Santo, guidami tu”. 

È una preghiera semplice, ma capace di cambiare la vita.

Pentecoste ci ricorda che Dio è comunione e che anche noi siamo chiamati a camminare insieme, da fratelli e sorelle, verso la stessa meta.



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