🟪 Omelia ll Domenica di Quaresima

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Dal Vangelo secondo Matteo 17,1-9

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.

Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».

All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.

Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti». 


Se non ci fosse ancora chiaro che la Quaresima ci conduce alla Pasqua, il Vangelo della Trasfigurazione ce lo ricorda: siamo in cammino verso la morte e risurrezione di Gesù.

Dopo la professione di fede di Pietro – «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente» – e l’annuncio della Passione, che sconvolge i discepoli, sul monte Gesù lascia intravedere lo splendore della sua divinità. 

È un’anticipazione della Pasqua, un raggio di luce prima della croce.

Questa Domenica ci invita alla contemplazione: riconoscere in quell’umanità, fragile e sofferente, la gloria del Figlio di Dio. 

È lo stesso passaggio che siamo chiamati a compiere ogni giorno: vedere, nelle pieghe dell’umanità ferita, la presenza di Dio. 

Servono occhi di fede. 

Senza questa luce, cosa ci stiamo a fare qui?

La Quaresima è tempo per riaccendere la speranza: Dio c’è. 

La domanda è se noi ci siamo, se con la nostra vita rendiamo visibile la sua presenza.

Prima della risurrezione c’è la Passione, ma siamo qui per essere rafforzati nella fede e infiammati nella carità.

Abramo ci indica la via: alla chiamata di Dio risponde andando, fidandosi della promessa.

«Va’ verso te stesso» significa tornare al cuore, riscoprire la vocazione ricevuta. 

Anche noi siamo inviati a scendere dal monte e testimoniare, con semplicità, che vale la pena vivere perché Dio è con noi.


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