⬜️🕊️ Vangelo e Omelia Lunedì dell’Angelo nell’Ottava di Pasqua

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Dal Vangelo secondo Matteo         28,8-15

In quel tempo, abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l'annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».
Mentre esse erano in cammino, ecco, alcune guardie giunsero in città e annunciarono ai capi dei sacerdoti tutto quanto era accaduto. Questi allora si riunirono con gli anziani e, dopo essersi consultati, diedero una buona somma di denaro ai soldati, dicendo: «Dite così: "I suoi discepoli sono venuti di notte e l'hanno rubato, mentre noi dormivamo". E se mai la cosa venisse all'orecchio del governatore, noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni preoccupazione». Quelli presero il denaro e fecero secondo le istruzioni ricevute. Così questo racconto si è divulgato fra i Giudei fino a oggi.



Fratelli e sorelle, come ricordavamo nella notte di Pasqua, questo giorno è così grande che la liturgia lo prolunga per otto giorni: un mistero così non si esaurisce in ventiquattro ore.
In questi giorni siamo invitati a tornare al Vangelo della Risurrezione: le donne al sepolcro, il terremoto, la pietra ribaltata, l’annuncio dell’angelo: Gesù, il Crocifisso, è risorto. 
Una notizia che spesso diamo per scontata, ma che ha cambiato la storia.
Cristo è davvero risorto ed è il capo del corpo che è la Chiesa: se Lui è risorto, anche noi siamo chiamati a risorgere con Lui. 
Questa è la nostra vocazione: vivere da risorti, nelle scelte quotidiane. 
Non basta dirlo a parole, ma con la vita.
La novità cristiana è sconvolgente: Gesù è risorto con il suo corpo, e anche noi siamo destinati alla risurrezione del corpo. 
Questo dà un valore immenso alla nostra esistenza.
Davanti a questo mistero, però, resta la libertà: c’è chi crede e chi no. 
Le donne credono e incontrano il Risorto; altri diffondono dubbi. 
È sempre così: chi crede cambia vita, chi non crede resta com’era.
Allora la domanda è personale: 
Cosa cambia per me che Gesù è risorto? Come incontro oggi il Risorto? 
Noi non siamo destinati alla morte definitiva, ma alla vita in Dio.
Come ricorda Pietro, non siamo fatti per la fossa, ma per la gloria. 
A noi la scelta: credere e vivere da risorti.

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