✝️ Omelia Mercoledì delle Ceneri
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c'è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono un'aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».
Il Mercoledì delle Ceneri apre il tempo santo della Quaresima, un dono prezioso che ogni anno Dio ci offre per prepararci alla Pasqua.
Non è solo un cambiamento di colore liturgico o di sobrietà nelle celebrazioni: è un tempo in cui la misericordia di Dio si riversa con particolare abbondanza, perché ci conduce al cuore dell’anno liturgico, il Triduo Pasquale, in cui celebriamo la passione, morte e risurrezione di Gesù.
La Quaresima è un allenamento spirituale: un esercizio per lasciare agire lo Spirito Santo in noi.
Non bastano rinunce esteriori se non mettiamo al centro il Signore.
Come dice il profeta Gioele, siamo chiamati a lacerare il cuore, non le vesti: a tornare a Dio con tutto il cuore, certi che ci attende con misericordia e tenerezza.
San Paolo ci supplica: lasciatevi riconciliare con Dio.
È questo il cammino quaresimale: riconoscere il nostro peccato e accogliere il perdono, per ritrovare pace con noi stessi e con gli altri.
Elemosina, preghiera e digiuno non servono a cercare l’approvazione degli uomini, ma a rafforzare il legame con il Padre.
La vera ricompensa è riscoprirsi figli amati, chiamati a una conversione profonda del cuore.
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