🟪 Omelia I Domenica di Quaresima

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In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto:

Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”».

Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra"». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: "Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».

Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».

Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.


Con il Mercoledì delle Ceneri è iniziata la Santa Quaresima, tempo benedetto che ci conduce alla Pasqua, alla passione, morte e risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo.

La Quaresima non è fine a sé stessa: è un cammino verso la vita nuova. 

Sta a noi scegliere come viverla, per arrivare pronti alla Pasqua.

La liturgia ci accompagna e ci ricorda che non basta fermarsi a piccole penitenze o rinunce esteriori. 

L’unica cosa necessaria è ascoltare la Parola di Dio e lasciarci guidare. 

Nel deserto Gesù, a differenza di Adamo ed Eva, non discute con il tentatore: risponde con la Scrittura, si affida al Padre e rimane fedele. 

La sua forza è la Parola.

E per noi? 

Se non conosciamo la Parola, come possiamo appellarci ad essa nella prova? 

Senza di essa rischiamo una fede fatta solo di gesti esterni, senza vero rinnovamento interiore. 

Nell’Eucaristia, prima di spezzare il pane, spezziamo la Parola: è essa che ci apre al mistero.

Il vero impegno quaresimale è questo: custodire la Parola. Perché, se noi la custodiamo, sarà lei a custodire noi.




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